Tumore al seno, una nuova speranza di guarigione

NAPOLI – Ogni anno in Italia si ammalano di tumore al seno circa 45mila donne. Ben 35mila guariscono, ma in altre 10mila si svilupperà nel tempo una forma metastatica. Grazie ai progressi delle terapie e a una migliore conoscenza della patologia sono aumentate quindi sopravvivenza e qualità di vita, ma le donne con tumore al seno avanzato non ricevono ancora adeguato supporto e attenzione.

Dal recente sondaggio BRIDGE (BRIDging Gaps, Expanding outreach), che ha coinvolto oltre 1.300 donne con la forma avanzata di 13 Paesi, infatti, emerge che per circa una paziente su due questa malattia riceve una considerazione insufficiente e che amici e familiari si sentono a disagio nel parlarne. Spesso, la carenza di programmi specifici a supporto delle donne che si trovano in questa fase lascia le pazienti sole e senza punti di riferimento e interlocutori, persino tra gli amici. Si stima che dal 22 al 50% delle pazienti sperimenti elevati livelli di sofferenza psicologica, tanto da sviluppare depressione, mentre il 33% rischia di sviluppare un disturbo acuto da stress.

Oggi però sul fronte del tumore al seno avanzato molte cose stanno cambiando grazie a una migliore conoscenza della malattia e ai progressi delle terapie.
In particolare anche in Italia è ora disponibile everolimus, primo farmaco mirato per il carcinoma mammario in fase avanzata, positivo al recettore per gli estrogeni e HER2 negativo. Terapia orale già approvata per altre indicazioni in ambito oncologico, potrà essere utilizzato in combinazione con exemestane per il trattamento delle pazienti con tumore al seno avanzato ER+/HER2, che abbiano avuto recidiva o progressione di malattia durante o dopo un precedente trattamento con letrozolo o anastrozolo (inibitori dell’aromatasi).

Negli studi clinici, everolimus si è dimostrato in grado di raddoppiare la sopravvivenza libera da progressione, con un buon profilo di tollerabilità e una qualità di vita preservata, aprendo nuove prospettive per migliaia di donne spesso giovani e professionalmente attive che combattono contro un tumore al seno in fase avanzata.

Allo sviluppo di “everolimus” hanno contribuito in maniera determinante i Centri di eccellenza italiani, alcuni dei quali sono stati premiati l’altro giorno a Napoli con il “The Luminal Breast Practice Award”, riconoscimento promosso da Novartis e destinato ai giovani ricercatori e oncologi clinici impegnati sul fronte del tumore al seno.

leggocaperna@gmail.com

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