Discriminazione fra bianchi e neri? C’è di peggio: fra maschi e femmine sui regolamenti cimiteriali.


Esistono paradossi “sdegnosi”. Il maschilismo rimane ancora vittorioso sul femminismo, anzi lo schiaccia. I morti discriminano: agli uomini la custodia del passato e alle donne le fatiche e i pianti. Tutto ciò è ancora presente in Italia grazie a regolamenti comunali ancestrali e ingiusti: non più la razza ma il genere che crea un imbarazzo di giustizia. Il maschilismo nell’800 era una condizione normale nato nelle tribù nomadi dei primi ominidi quaranta millenni fa. Uomini cacciatori per procurarsi il cibo e le donne a far figli. 
Esistono ancora, per fortuna, cappelle che rimangono con conduzione perpetua a chi le ha erette nel Cimitero Comunale. Magari anche per un riconoscimento a chi ha donato al Comune un secolo e mezzo fa l’area agricola adibita a cimitero. Con un regolamento comunale rivolto al maschilismo agricolo del tempo. Ma… sì, esiste un “ma”: perpetuamente infatti soltanto per DISCENDENZA IN LINEA  DIRETTA MASCHILE. Chi non ha un figlio maschio potrebbe perdere il diritto di accogliere le spoglie dei propri cari. Scriviamo “potrebbe’ perché siamo certi che questi regolamenti comunali debbano essere cambiati per accogliere il normale diritto ereditario abbattendo una discriminazione antistorica. Perché la discriminazione consiste in un trattamento non paritario fra uomo e donna.

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