Umberto Eco,  Erdogan e Twitter


Umberto Eco scriveva già di Erdogan su Twitter nei giugno del 2015 (ndr).

“Il fenomeno Twitter permette a certa gente, in fondo, di essere in
contatto con gli altri, benche’ abbia una natura leggermente
onanistica ed escluda la gente da tanti contatti faccia a faccia. Crea

pero’ da un lato un fenomeno anche positivo, pensiamo a cose che

succedono in Cina o a Erdogan in Turchia. È stato anche un movimento

di opinioni. Qualcuno ha detto se ci fosse stato internet ai tempi di

Hitler, i campi di sterminio non sarebbero stati possibili perche’ la

notizia si sarebbe diffusa viralmente. Ma d’altro canto […] da’

diritto di parola a legioni di imbecilli, i quali prima parlavano solo

al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la

societa’. […] Sono della gente che di solito veniva messa a tacere

dai compagni […] e che adesso invece ha lo stesso diritto di parola

di un premio Nobel. […] Credo che dopo un poco si crei una sindrome

di scetticismo, la gente non credera’ piu’ a quello che gli dice

Twitter. All’inizio e’ tutto un grande entusiasmo, a poco poco a poco

dice: chi l’ha detto? Twitter. Allora tutte balle.”
– Umberto Eco

(giugno 2015) 

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