Colore, sapore, profumo. Il Lambrusco dell’azienda vinicola Bugno Martino di San Benedetto Po nel mantovano Supremo come una ceramica di Pablo Picasso.

Azienda giovane con l’esperienza di tre generazioni di Agricoltori più che produrre “alleva” un lambrusco DOP di prim’ordine con una dicotomia mirata: due nettari, il Ciamballà e il Rosso Matilde “convergenze parallele” vinicole. In geometria iperbolica il concetto di parallelismo è tale per cui vi è il caso che due rette parallele convergano e si incontrino all’infinito. Come capita a Bugno Martino. Le due produzioni hanno un incontro infinito di apprezzamenti e di successi.

Picasso amava enunciare: “Io non mi evolvo. Io sono” e Bugno Martino diventa lo specchio asimmetrico: “Io mi evolvo. Divento Supremo”.
Il colore: rosso rubino sui toni più scuri.

Il sapore: gradevole, armonico, sapido, di buon corpo, equilibrata acidità, leggermente tannico, fresco.

Il profumo: intenso, fruttato, fragrante, vinoso, fine, persistente.

Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione. La creazione di questi due lambruschi mette la freccia e supera tanta concorrenza perchè i vitigni di Lambrusco Salamino, Grappolo Ruberti e Ancellotta sono sottoposti ad una cura “sartoriale”. Passione, inventiva e cuore a quattro ruote motrici. Ed il mercato negli Stati Uniti, dove lo champagne rosso è la gemma richiesta, è in speranzosa attesa della commercializzazione.

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