Tito Toeri si è piegato alla politica . La conseguenza è che potrebbe naufragare.

Tito Boeri è stato una sorpresa nella nomina a presidente dell’Inps. Bocconiano, giornalista accreditato al quotidiano La Repubblica ed editorilialista. Responsabile del blog La Voce. Tutto questo condito con la fresca nomina alla presidenza dell’ente previdenziale. Da critico di Renzi a vassallo di Renzi quindi una genuflessione anche se il suo carattere lo porta a commentare la nomina come riferisce Repubblica con un “Gradisco”. Il nuovo presidente dell’ente previdenziale commenta la sua nomina: “E’ un’istituzione fondamentale per il Paese soprattutto alla luce degli squilibri del mercato del lavoro”. Sui “trattamenti d’oro”: “Credo profondamente in tutte le cose che ho scritto”. Amen.
Lo diciamo in tempi non sospetti, cioè ora, quando l’apoteosi alla nomina non è ancora commentata in toto dai quotidiani di alto bordo. Boeri non potrebbe farcela perché non ha mai gestito un’azienda che si intreccia con la politica, con il sindacato e con un indefinibile sottobosco. Il suo arrivismo celato è sbocciato.

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