Napolitano ed il Soviet – Grillo pensaci tu…

Lo chiamano Stato di diritto. Ma il diritto di chi? Mai in Italia si era arrivati ad una situazione degenerata simile. Tutti parlano nel nome della nazione, nel nome del bel paese e Napolitano si mostra al Teatro della Scala in bella figura con la faccia serena nel Palco Reale. Non tanto defilato poi Mario Monti con consorte con facce di tolla benedetti e compiti. Brunetta definisce Napolitano “sovietico” e da un sovietico cosa ci si può aspettare? Un’Italia verticalmente basìta. Un’Italia in mano ad un Letta (che non vuole abbattere i costi della politica) ed al paninaro Matteo Renzi che della incompetenza e degli incompetenti fa il suo diadema.
Quando Napolitano disse: “in Ungheria l’Urss porta la pace”.
Nel 1956, all’indomani dell’invasione dei carri armati sovietici a Budapest, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti comunisti di primo piano lasciarono il Partito Comunista Italiano, mentre “l’Unità” definiva «teppisti» gli operai e gli studenti insorti, Giorgio Napolitano si profondeva in elogi ai sovietici. L’Unione Sovietica, infatti, secondo lui, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo»…

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